#A2Mvolley – Milano conquista il derby contro Monza (3-1). Le “paropagelle” (tema: smorfia napoletana)

Fuochi d’artificio in questo finale di anno: per la A2 è tempo di tornare in campo per la terza partita in 8 giorni, è tempo di tagliare il nastro del girone di ritorno e per Milano è tempo di derby. Si sente, eccome, la rivalità sotto le guglie del Duomo, soprattutto ora che l’Itely Milano si è rafforzata e sfidare il Vero Volley Monza significa confrontarsi con l’alta classifica. Fuochi d’artificio nel cielo della Power Volley: al Pala Iper fa bottino pieno (3-1) e, dopo i tre punti conquistati a Santo Stefano in casa di Cantù, la trasferta non fa più paura. Nuvole sopra il cielo di Monza: seconda sconfitta consecutiva (dopo il tie-break perso a Padova) e testa della classifica che si allontana di 4 punti.

Periodo di feste, tempo di sfoderare una tombola da competizione in famiglia: le “paropagelle” sono ispirate alla Smorfia Napoletana.

PALLA SU PALLA – A scendere in campo è la stessa Monza vista a Padova, ad eccezione di Vigil Gonzales impegnato con la Nazionale spagnola: al suo posto Preval. Una sola variazione di line-up anche per Maranesi: fuori Seregni influenzato, ha giocato un ottimo Cerbo. I due gioielli che l’Itely si è regalata per Natale (Valsecchi e Bertoli) hanno guardato un po’ di partita dalla panchina prima di scendere in campo.

La partita ha sorpreso fin dal primo vantaggio di Milano costruito sulla consistenza a rete di Giglioli e sugli attacchi di Jakovljevic (6-12). Monza soffre a muro, sbaglia in battuta, si aggrappa a Padura Diaz, ma non trova il ritmo per ribattere al buon gioco di Mattera e compagni (20-25). L’inerzia si inverte nel 2° parziale, con Monza sempre nettamente avanti (25-19). La reazione si rivela illusoria negli altri due set: Milano ricomincia dalla serata di grazia del muro (2-4) e dagli attacchi di Sirri (7-10), spostato in posto 2  per lasciare spazio in banda a Bertoli. Monza ha una reazione che culmina con il pareggio trovato grazie all’ace di Bonetti (11-11), ma sotto i colpi di Sirri e con gli errori in attacco di Padura Diaz il vantaggio sorride a Milano (22-25). Sul finale di set Vacondio estrae il numero 15, quello di Puliti: un cambio poco tempestivo, dato che Bonetti era uscito dal match molto tempo prima.
La vittoria non ci mette molto a decidere che strada prendere: Bertoli inizia bene il 4° set (4-8), giocando da protagonista in attacco e unendosi nel muro alla serata dolomitica di Mattera (16-25).

Le “paropagelle”

Giordano Mattera. Mani benedette, mani sensibili, mani imprevedibili, mani invalicabili: serve tutti i suoi attaccanti, compreso Giglioli al centro, tenendo il braccio caldo a tutti e sfruttando la vena del momento ora di Jakovljevic, ora di Sirri, infine di Bertoli. Ma è a muro che fa la vera differenza: 9 (su 16 di squadra), più alto di una guglia del Duomo. Impressionante per la solidità della parete che alza di fronte a Padura e compagni. #’AMano

Matteo Bertoli. Fa il suo esordio con la maglia di Milano alla fine del 1°set: cambio in battuta e si presenta con una gran botta. A metà del 2°set Maranesi si arrende alla serata nera di Daolio e mette in campo il numero 13, che non è caso è quello di un Santo (Antonio). In battuta fa male, in difesa fa dei numeri spalmandosi a tutto campo più agile di un gatto, in attacco dà un assaggio di quello che sa fare. E il meglio deve ancora venire. #’AJatta

Luca Sirri. E’ una tempesta che si abbatte sulla difesa: trascinante nel 1°set (71% in attacco), invisibile (come tutta la squadra) nel 2°, nel 3° inizia a far piovere fulmini e saette facendo volare il vantaggio di Milano. Ridà colore al posto 2 lasciato pallido da Daolio. Ci si poteva aspettare di più in battuta, dove nessuno ha brillato (neanche un punto e 22 errori). #’OMaletiempo

Williams Padura Diaz. Fucile a secco per l’opposto che naviga serenamente le acque dei 30 punti a partita. I 12 punti di stasera (35%) raccontano di una partita difficile: a volte per i palloni prevedibili che è chiamato a giocare, più spesso perché la difesa dell’Itely non fa cadere le sue diagonali e gli rimanda indietro a muro gli attacchi. Dai 9 metri non ha in canna neanche un colpo. #’AScuppetta

Iacopo Botto. Sembra il cacciatore di Biancaneve: troppo buono. Rimane il migliore di Monza con 15 punti e l’unica banda in partita (Bonetti progressivamente affonda, Puliti entra quando ormai ci voleva un argano per risollevare la situazione). Doveva trascinare, invece i suoi punti arrivano quando il punteggio è già compromesso. In battuta lascia sempre il segno (3 ace), ma lo lasciano anche gli errori in attacco, che stasera pesano tutti come macigni. #’OCacciatore

Alberto Elia. E’ una partita di gloria e onore per i centrali: dall’altra parte Giglioli fa numeri da attaccante, tenta di rispondergli a tono Elia. Nel 2°set è l’anima della squadra a muro, in attacco, piazza anche un ace. Ma soprattutto è un punto di riferimento in campo. Poi, dato che la pallavolo non si gioca da soli nel bene e anche nel male, non può trascinare in solitaria fuori dalla palude una squadra che si incaglia al 37% in attacco. #’ACapa

VERO VOLLEY MONZA – ITELY MILANO 1-3
PARZIALI: 20-25 (24’), 25-19 (23’), 22-25 (27’), 16-25 (23’); tot.: 1h37’.
VERO VOLLEY MONZA: Procopio (L), Elia (9), Bonetti (7) Preval (2), Tiberti (3), Padura Diaz (12), Pieri (L), Botto (15), Cozzi (2), Puliti (3), Calligaro. Non entrati: Cominetti, Olivati. All.: Oreste Vacondio. .
ITELY MILANO: Di Felice (5), Sirri (15), Daolio (2), Mattera (14), Cerbo (L), Giglioli (12), Bertoli (6), Jakovljevic (14), Valsecchi. Non entrati: Pizzileo, Rigoni, Tescaro, Barsi. All.: Marco Maranesi.
ARBITRI: PILUSO Giuseppe di Cosenza e LOLLI Fabrizio di Bologna.
NOTE: Vero Volley Monza: bs 12; ace 5; muri 9; errori 30; ricezione 37% (perf. 31%); attacco 37%. Itely Milano: bs 22; ace 0; muri 16; errori 27; ricezione 47% (perf. 38%); attacco 47%.

foto©Zanutto

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