A1Mvolley – La rivincita di Castello: 3-0 su Molfetta. Le “paropagelle” (tema: Caparezza)

Chi di spada ferisce… Questa si chiama “signora rivincita”: dopo il 3-0 dell’andata a Molfetta, l’Altotevere Città di Castello rifila una sconfitta altrettanto sonora all’Exprivia. Derby tra matricole, figura molto di più, molto meglio la squadra che l’anno scorso aveva ottenuto la promozione diretta in A1 e sfreccia in sorpasso anche in classifica contro la diretta concorrente a un posto per i playoff.
I padroni di casa sono stati extraterrestri in battuta (8 ace, 4 di Van Walle, contro l’unico di Molfetta, firmato Mazzone), a muro (10, con 4 muri del Mvp Iacopo Massari, contro 7), in attacco (54% contro il 39%) e in ricezione (68% di positiva, contro il 46%). Praticamente in tutto. Non i marziani hanno dovuto respingere i pugliesi, ma la squadra di Radici.
Le “paropagelle” di questo nostro weekend sul campo è ispirato a un paroliere come Caparezza: questa stasera in Puglia c’è stato poco da ballare. Sui tamburi, invece, hanno ballato le mani dei “fedelissimi”, i tifosi al seguito di Molfetta: potrei morire senza te, potrei morire anche con te. Sconfitta sofferta, i tifosi non si meritavano questa figuraccia. E i giocatori lo sanno.

PALLA SU PALLA – Radici conferma Massari titolare in banda, Cichello Mazzone al centro. Brevi apparizioni per l’uomo venuto dalla luna, Ivan Castellani, ancora in fase di recupero. E’ Molfetta a uscire per prima dal tunnel con la diagonale di Sabbi e il primo tempo di Mazzone. Saitta sfrutta il gioco al centro, Casoli picchia in battuta e il muro respinge gli assedi di Van Walle e Fromm. Castello ha momenti tristi e divertenti, finendo sotto di 3-4 punti e riuscendo a recuperare mordendo il pallone. Il primo vantaggio di casa arriva con due ace consecutivi di Van Walle (18-17). Massari e Zanuto accendono il finale, ma Castello trasforma il silenzio in musica (25-22). Nell’intervallo Fromm mangia gli spinaci di Popeye: il 2° set ha il ritmo delle sue note d’attacco. Con Corvetta in battuta Castello vola Alto(tevere): tra muri di Van Walle e Piano, mani out di Massari, bordate del capitano sono 7 i punti consecutivi di Castello (13-5). E’ Sabbi a togliere la battuta al Corvo, ma Van Walle e Piano riprendono a macinare punti e a tritare gli avversari. Sabbi decide che l’unico modo per far continuare il set è spaccare il muro, ma Fromm ha fame e chiude in fretta per il doppio vantaggio (25-17). Fromm e Van Walle rispondono “presente” anche in avvio di 3° set e il capitano guida la nave tirando bombe dai 9 metri (due ace e mezzo e il terzo è evitato per miracolo, 8-5). Due muri consecutivi di Molfetta illudono nel tentativo di rimonta (16-13), ma Fromm stappa una bottiglia di champagne dai 9 metri e il tappo fa ace (20-15).

Le “paropagelle”
Iacopo Massari. Inizia mandando giù un po’ di polvere in ricezione: lui non si arrende, estrae la spada dal cuoio e inizia a ferire quando conta. A partire dai due punti decisivi nel finale del 1° set (80% in attacco in questo parziale). Vince la guerra contro il muro di Molfetta, si trasforma in avvoltoio a rete (4 muri totali), non è che ‘do cojo, cojo: nel 3° set lascia il palcoscenico ad altri protagonisti, ma il muro del 21-15 vale da solo il titolo di Mvp. Manda in cenere le certezze di Molfetta, è il suo #SognoEretico
Christian Fromm. Lui è il toro dalla grande mole, le sue parole sono i 20 punti che firma (65% in attacco). Era sotto tiro a inizio match, stretto dal muro, e lui si scatena come il toro di De Niro. Dalla metà del 1° set inizia a fare punti passando da tutte le parti e dal 2° set fa cadere secchiate come pioggia dalle nuvole. I primi tre punti del set sono suoi, gli ultimi due pure (60% in questo parziale). Nell’ultimo set, oltre a tutto il resto, fa anche due ace: per Molfetta non c’è più via d’uscita. #DallaParteDelToro
Gert Van Walle. Se il Titanic avesse avuto un capitano come lui non solo non sarebbe affondato, ma quell’iceberg lo avrebbe sventrato. Cancella le difficoltà iniziali con due ace consecutivi che danno la svolta del 1° set e, forse, di tutto il match: da quel momento è il faro dei naviganti di Castello, attacca come un metronomo e in battuta giganteggia (4 ace), facendo la differenza nel 3° set. #LeDimensioniDelMioCaos

Giulio Sabbi. Non può star dietro da solo a tutti i piani, non è mica Rachmaninoff. Le diagonali iniziali con licenza di uccidere si ingentiliscono in volani da badminton. Sono situazioni come questa che fanno perdere la testa, e Molfetta perde nonostante sia l’unico a tentare l’attacco al re che passa con la claque. Rimane l’unico, con Zanuto, ad andare in doppia cifra (10 punti, 33%). #LaGhigliottina
Bruno Zanuto. 11 punti (48%) stasera sono il raccolto migliore di Molfetta. Attacca con la clava, ma qui non siamo come Tron, ma come i Flinstones. L’uomo verace del sud è estinto, non sopravvive né a muro né in battuta. #GiudaMe
Davide Saitta. Di spade ne ha più di Re Artù, all’inizio sfrutta bene il gioco al centro con i centrali e le pipe. Poi si chiudono vene, rubinetti, non rimane neanche una cannuccia, ma solo la canna. Del gas. Ci voleva Copperfield per inventarsi qualcosa di vincente, ma forse contro un Castello come quello di stasera non sarebbe bastato comunque. #VieniABallareInPuglia

ALTOTEVERE CITTA’ DI CASTELLO – EXPRIVIA MOLFETTA 3-0
PARZIALI: 25-22 (27’), 25-17 (24’), 25-16 (25’); tot.: 1h16’.
ALTOTEVERE CITTA’ DI CASTELLO: Fromm (20), Corvetta (1), Massari (10), Tosi (L), Piano (5), Van Walle (16), Rossi (3), Marchiani. Non entrati: Franceschini, Carminati, Lensi (L), Dolfo, Sartoretti. All.: Andrea Radici.
EXPRIVIA MOLFETTA: Piscopo (2), Mazzone (4), Izzo, Del Vecchio, Cesarini (L), Sabbi (10), Zanuto (11), Porcelli (L), Fornés (3), Castellani, Casoli (7), Saitta (2). Non entrati: Diamantini. All.: Juan Manuel Cichello.
ARBITRI: PASQUALI Fabrizio di Venarotta (AP) e SOBRERO Luca di Carcare (SV).
NOTE: Castello: bs 7; ace 8; muri 10; errori 20; ricezione 68% (perf. 51%); attacco 54%. Molfetta: bs 9; ace 1; muri 7; errori 16; ricezione 46% (perf. 34%); attacco 39%.

foto di Elena Zanutto

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