Paropagelle di Modena-Monza. Tema: presidenti americani

L’Election day non ha scosso soltanto le menti americane e quelle degli italiani più inclini all’argomento, bensì è stato capostipite di una serata dalle emozioni più svariate. Anche in territori più lontani come quelli del volley le sorprese non sono mancate, in primis al Palapanini dove Gi Group Monza ha sconfitto 3-1 la padrona di casa Azimut Modena. Dopo un primo set normativo in cui Modena chiude 25-22, la mancanza di Ngapeth ha probabilmente influenzato i restanti, accaparrati dai lombardi tra gli applausi e l’esaltazione della curva in trasferta.

 

Paropagella stasera di portata storica considerando la giornata ascrivibile ai libri di scuola, dedichiamo un ricordo ai #presidentiamericani che si sono succeduti in questi ultimi anni.

 

NICOLA JOVOVIC (GI GROUP MONZA): una serata colma di commozione per il regista della squadra vincitrice, che non solo si porta a casa la pagnotta con 3 punti pieni ma soddisfa tutti i presenti con una buona prestazione individuale. Muro ad uno su Massari e ace su Rossini nel terzo set che ben sottolineano quest’affermazione e lo rendono il nostro #jefferson, in quanto autore principale della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti nel 1776.

 

MAXWELL PHILIP HOLT (AZIMUT MODENA): le difficoltà generali della squadra si riflettono nel centrale dall’errore improbabile, anch’egli purtroppo macchiato di una prestazione poco conforme ai soliti standard brillanti. Attimi emozionanti con servizi che sempre strabiliano ma poi, incredibilmente, s’avvista qualche palla insaccata a muro all’inizio del secondo e pure sul 20-18 a favore di Monza nel quarto. Rimane pur sempre il nostro #roosevelt, per il programma di riforme economiche e sociali che sappiamo sarà pronto a rinnovare con il suo New Deal nella prossima giornata.

 

SIMON HIRSCH (GI GROUP MONZA): una prestazione a fasi alterne, con un ottimo score finale sulla scia positiva di tutti i compagni. Servizi efficaci nel corso di tutta la partita accompagnati da qualche attacco inspiegabilmente fuori dal campo di gioco argomentano la tesi iniziale, che trova supporto anche nella sua andatura un pò oscillante che lo porta nel primo set a sbattere contro i tabelloni a bordo campo e nel secondo a rimanere per terra durante la continuazione del gioco dopo aver schiacciato sul 19-15. Artefice di disequilibrio come volle essere l’obiettivo del discorso di #lincoln volto all’emancipazione degli schiavi.

 

BRIAN COOK (AZIMUT MODENA): Piazza si gioca questa carta nella scelta con Massari giusto per qualche punto nel primo set e in un momento decisivo del secondo, quando la decisione gli ritorna propizia con due attacchi vincenti che riportano Modena vicino agli avversari da rincorrere, sul 20-17. Ritorna definitivamente in campo nel terzo, con un carattere generale poco pragmatico, di cui invece  la sua entrata in campo avrebbe bisogno. Insomma, convocato per essere il #bush della situazione, ne rispecchia la propositività a pezzi.

 

MARCO RIZZO (GI GROUP MONZA): definitivamente santo protettore della squadra, è stato lui il primo tra tutti a decidere che questa partita avrebbe dovuto avere un finale diverso da quello che le aspettative presentavano. La difesa addirittura di due attacchi di Holt lo consacrano a tutti gli effetti a tale titolo sacrale. Salutiamo #washington, primo presidente degli Stati Uniti D’America della storia.

 

 

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