Le paropagelle di Lube Civitanova – LPR Piacenza. Tema: le bestie di Zio Tobia

Ci sono Partite e partite. Questa è stata la Partita. È stata la partita di Simone Parodi: la prima giocata dall’inizio alla fine, seppur con la maglia da libero, dopo l’ennesimo brutto infortunio al ginocchio. E questo fa bene. Fa bene a Simone, fa bene alla pallavolo italiana, fa bene al talento.

È la partita di Alberto Giuliani che, sotto 23-9 al terzo set, continua ad incazzarsi e incitare i suoi. Perché ci sono Allenatori e allenatori.

Ma è soprattutto la partita del cuore, quello grande della Cucine Lube Civitanova. Tutto l’incasso della partita è stato infatti destinato alle popolazioni colpite dal terremoto. Un gesto enorme per una realtà, quella della pallavolo, che vive di piccole cifre ma grandi persone.

Una partita a trazione cubana, da una parte e dall’altra. Con un Osmany Juantorena in forma strepitosa da un lato, e l’ignorantissima diagonale Hierrezuelo-Hernandez dall’altra.

Ma andiamo con ordine. Per i padroni di casa torna in campo il regista americano Micah Christenson, che obbliga quindi a una revisione di passaporti, e a rimanere bloccato al gate di partenza è Jenia Grebbenikov. Il libero francese si accomoda in panchina da schiacciatore e a vestire la maglia da libero è l’ex Calzedonia Verona Nicola Pesaresi. Sulla diagonale Tsvetan Sokolov, al centro Stankovic e Candellaro, sulla banda Juantorena e Kaliberda.

Negli altri 81 metri quadri, ad aspirare palloni di verde vestito, troviamo Simone Parodi. In regia Hierrezuelo, opposto Hernandez, al centro Alletti e Tencati, sulla banda Zlatanov, il suo catetere e Clevenot.

Una partita dalle due facce. Equilibrata e spettacolare per i primi due set; impietosa e spietata al terzo. Il primo set si chiude 25-20. Il secondo vede una Piacenza più cinica e determinata. Inizia a girare meglio la palla al centro, con Aimone Alletti che ci regala qualche primo tempo di pure ignoranza. Zlatanov dimostra di poter ancora essere peggio di un gatto attaccato ai maroni, cecchinando i ragazzi di Blengini dai 9 metri come un giovincello dell’under 16. Il tutto senza neanche chiedere formazione una volta. Volere è potere. Da posto due Hernandez fa semplicemente il cubano e il muro di Civitanova comincia a sgretolarsi come i crackers nello zaino che portavamo per merenda a scuola: pangrattato. Piacenza sembra poter portarsi a casa il secondo parziale e riportare la partita in parità, ma alla fine i padroni di casa risultano più cinici e lucidi e chiudono il set 27-25. Peccato.

Raccontare il terzo parziale sarebbe impietoso come una battuta sui capelli di Trump, per cui sorvoleremo. Basti dire che si è chiuso 25-9.

CUCINE LUBE CIVITANOVA – LPR PIACENZA 3-0

CUCINE LUBE CIVITANOVA: Sokolov 16, Candellaro 13, Pesaresi (L), Kaliberda 6, Juantorena 11, Casadei n.e., Stankovic 9, Kovar n.e., Christenson 2, Cester n.e., Grebennikov, Corvetta n.e., Cebulj n.e.. All. Blengini.
LPR PIACENZA: Manià n.e., Parodi (L), Alletti 7, Papi, Zlatanov 7, Tencati 3, Hierrezuelo, Hernandez Ramos 13, Clévenot 4, Cottarelli. All. Giuliani.
ARBITRI: Saltalippi (PG) – Vagni (PG).
PARZIALI: 25-20 (26’), 27-25 (34’), 25-9 (18’).
NOTE: Spettatori 3311, incasso 19343 Euro + rateo abbonati 14153 Euro. Lube bs 17, ace 5, muri 12, ricezione 50% (33% prf), attacco 56%, errori 2. Piacenza bs 10, ace 4, muri 3, ricezione 47% (28% prf), attacco 38%, errori 9.

Per la paropagelle di oggi abbiamo pensato alle bestie di Zio Tobia, ovvero agli animali della “vecchia fattoria”-ia-ia-oooh.

Hristo Zlatanov: 40 anni all’anagrafe, 25 sul taraflex. Zlaty è ancora in splendida forma. Ha la fame di un ragazzino assatanato alle prime armi, e sembra intenzionato ad averne ancora per un bel po’. La dimostrazione vivente che #gallina vecchia fa buon brodo.

Simone Parodi: quella maglia sembra che l’abbia sempre indossata. Riceve con il 64% di positività e il 43% di perfezione, difende e copre bene i compagni. Affidabile, sicuro, e padrone del campo. Altro che bestia, lui è #ZioTobia in persona.

Tsvetan Sokolov: a fine partita dice di dover ancora lavorare sull’intesa con Christenson e i punti a tabellino sono 16. Abbiamo paura a vedere cosa può succedere quando trovano ‘sta intesa. Roccioso e imponente fuori, generoso e tenero dentro, per noi lui è la #mucca.

Davide Candellaro: lui l’intesa col regista americano sembra averla trovata eccome. Lavora benissimo con primi tempi, e copre bene a muro. Dai nove metri mette a segno ben 4 ace: fastidioso come un #gatto attaccato ai maroni.

Dragan Stankovic: gli anni passano, i giocatori pure, lui resta. Una certezza per questa Lube, una certezza per gli amanti della bella pallavolo. Fedele alla maglia proprio come il migliore amico dell’uomo, per noi lui è il #cane

Fernando Hernandez: l’opposto cubano è una furia. Unisce tecnica e ignoranza, precisione e follia. A volte s’intestardisce nel voler a tutti i costi sfondare il muro avversario, ma è certamente un #cavallo di razza.

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